venerdì 14 aprile 2017

Il delfino della Fontana Medicea di Fivizzano

Il premio miglior corto assoluto del Lunigiana Film Fest, assegnato al cortometraggio Buffet di Santa De Santis e Alessandro D'Ambrosi, è stato generosamente fornito dal Comune di Fivizzano e rappresenta uno dei delfini della Fontana Medicea, il monumento più significativo della presenza fiorentina a Fivizzano. 



Fu infatti nel 1648 che la comunità fivizzanese riconosceva a Terenzio Fantoni, che ricopriva alte cariche giuridiche, politiche militari nel Governo del Granducato di Toscana, il merito dell'interessamento alla costruzione della fontana, attraverso i fondi ricavati "dalle entrate dell'appalto degli stracci".

Il carrarese Jacopo Toschini scolpì la vasca in arenaria, i delfini e le conchiglie in marmo che la ornano, lo scoglio e la scalinata. I grossi blocchi di pietra estratti dalla cava di Sassìna furono portati in loco mediante lizzatura e furono lavorati in piazza, mentre una cancellata in ferro battuto fu posizionata ai piedi della gradinata in modo da impedire agli animali di avvicinarsi, lasciando, invece, libero accesso alle persone attraverso piccole aperture.

Iniziata durante il governo del Granduca Ferdinando II ed ultimata sotto quello di suo figlio Cosimo III, la Fontana entrò in funzione nel 1682, diventando un'icona della Città di Fivizzano.



martedì 11 aprile 2017

I premi del Lunigiana Film Fest creati dall'artista Stefania Martinico

FIVIZZANO - I premi del Lunigiana Film Fest, cioè la testa della stele, assegnati al miglior attore e alla miglior attrice, nonché il riconoscimento ricevuto dagli artisti Bugelli e Francesco Tartarini, sono stati creati per l'occasione dalla decoratrice siciliana Stefania Martinico.



Vista la statua-stele inserita nel logo del festival, Stefania si è ispirata a questi reperti che parlano di storia ed arte lunigianese, con un particolare legame alla sua terra natia, la Sicilia. E vista la sua esperienza artistica con la lavorazione della pietra arenaria , ha iniziato la lavorazione del tufo marsalese inviatole dall’Artigiantufo: massi dal peso di circa 5 chili cadauno, tufo morbido e di alta qualità, atti ad essere lavorato e scolpito. 

“Nella mia città il tufo è un bene prezioso, la sua lavorazione un bene anche artistico - ha dichiarato - molte volte io stessa l’ho definito l’oro giallo della nostra terra". 

Queste sculture, quindi, oltre al valore artistico porteranno con se anche il legame con altre terre, altre storie e nuove collaborazioni.

Le statue-stele di Stefania hanno un tocco di luce e splendore, classico ormai dello stile Martinico, che si differenzia per emotività stilistica e cromatica, dagli effetti cangianti in base alla luce del giorno rispetto a quella della sera.


Uno stile che porta gli altri a riflettere sulla bellezza della luce e della vita intorno a noi, sulla speranza del poter e dover andare avanti e sulla felicità di chi vincendo illumina di splendore la propria carriera cinematografica.

domenica 9 aprile 2017

Lunigiana Film Fest: i vincitori della prima edizione

FIVIZZANO - Si è svolta sabato 8 aprile nella splendida cornice del Museo di San Giovanni degli Agostiniani la cerimonia di premiazione della prima edizione del Lunigiana Film Fest. L'Assessore alla Cultura Francesca Nobili ha portato i saluti dell'amministrazione e ha sottolineato l'importanza dell'evento, inizio di un percorso che dovrà avere continuità.



Il premio Miglior Corto è andato a Buffet di Santa De Santis e Alessandro D'Ambrosi.

(motivazione della giuria: Buffet di Santa De Santis e Alessandro D'Ambrosi è un lavoro che travolge lo spettatore. Lo si guarda tutto d’un fiato.  Si sorride, ci si diverte e ci si accorge del profondo egoismo dell’animo umano. Una riflessione feroce, cinica, ma intrigante, catartica.  Bosh rendeva su tela i peccati dell’umanità esorcizzando l’azione nella dimensioni onirica dell’Inferno. Grosz dopo molti anni mostrava la ferocia e l’avidità delle classi dirigenti tedesche. Santa De Santis e Alessandro D'Ambrosi  in questo corto, uniscono tutte le categorie dell’esistenza. La vista del cibo scatena la voracità di generali, avvocati, notai, professori, dame eleganti. L’ingurgitare mangiare, il tracannare bevande ad un fantomatico banchetto diventa un rito diabolico in cui ognuno scatena il peggio di sé.  Un’immagine divertente, solo in apparenza. Quelli che vediamo sono le persone che ci circondano, pronte a gettarsi su qualunque cosa di cui possono impossessarsi, prendere.  E’ l’avere ossessivo e paranoico l’avidità fino alla follia, in questo caso simbolicamente commestibile. L’ingozzarsi, il riempirsi la pancia fino a scoppiare pensando solo se stessi, schiacciare gli altri è la regola in cui si muovono quelli che erano i distinti protagonisti della serata.  In questa lotta non è possibile guardare in faccia nessuno, all’anziano in carrozzella, non meno feroce, alla signora elegante... Tutto rende reale la dimensione in cui viviamo quando si squarcia il velo dell’ipocrisia schizofrenica e delirante delle buone maniere. Nel lavoro di  Santa De Santis e Alessandro D'Ambrosi tutto è messo a nudo. Ognuno vuole prendere, afferrare, mangiare unico scopo esistenziale perché il cibo è piacere, voluttà, potere, distruzione di sé. Una parabola esistenziale crudele, condotta con i toni che evocano il miglior cinema italiano e fotografa il quadro di un’umanità spietata, senza valori, avida, cieca nel proprio egoismo, dove tutto è lecito: la quotidianità dell’esistenza corrotta in quanto esiste).

Miglior attrice Alessia Pellegrino, protagonista di Senza occhi, mani e bocca di Paolo Budassi

(motivazione della giuria: Con sensibilità e con un linguaggio profondamente intimistico Alessia Pellegrino comunica la sofferenza della protagonista. Una vicenda drammatica, difficile da recitare da comunicare senza cadere negli stereotipi.  Alessia con una recitazione attenta, sofferta   ai gesti, agli sguardi, nella tensione del corpo fa vivere allo spettatore la materialità della violenza che subisce la protagonista).

Miglior attore Max Tortora protagonista di Conosce qualcuno? di Daniel Bondi

(motivazione della giuria: Protagonista e padrone della scena Max Tortora del cortometraggio utilizza un linguaggio moderno, diretto, incisivo. Lo spettatore gode un momento di allegria per poi riflettere sull’ipocrisia della società. Max Tortora riesce con il sorriso e la capacità di coinvolgere lo spettatore a proporre temi attuali, che minano l’equilibrio e la crescita civile). 

Menzione speciale a Superfederico di Fabio Pompili

(motivazione della giuria: il cortometraggio Superfederico, con forte sensibilità ha comunicato un problema di grande attualità. Ha aperto il cuore dello spettatore alla comprensione e all’amore verso gli altri. Con delicatezza ci aiuta a capire che in tutti c’è un’umanità da scoprire e da amare).

La giuria era presieduta dal dott. Vinicio Ceccarini (Presidente del Premio Tatiana Pavlova) ed era composta dall’attore Roberto Bocchi, dallo sceneggiatore Alessandro Logli, dal regista Francesco Tassara, dall’editore Franco Triolo e dal noto musicista e compositore Leonardo Rosi, già vincitore del David di Donatello per la migliore colonna sonora del film Anime Nere di Francesco Munzi e famoso per le sue collaborazioni con Zucchero e con altri numerosi artisti internazionali.
Per l’occasione Rosi ha presentato il trailer del suo documentario sul cantautore lunigianese Luigi Bugelli, presente alla cerimonia.
Fuori concorso è stato anche presentato il videoclip del singolo Fuori controllo del cantautore Francesco Tartarini.
Madrina della serata l’attrice e regista Antonella Grassia, che ha presentato il trailer del suo ultimo film Forse.. sì lo voglio. La serata è stata condotta dalla giornalista Claudia Bertanza.